categoria:film, documenti, video, umorismo, mutande, documentario, alberto, naso, passera, capolavori, bar , beatificazione, petroliate, barsi
E così come teli da mare su sabbia e calura
stiamo su porci di spurgo color segatura
proni al galoppo di stelle spuntate alla notte
viscidi nelle vesciche di vino muschiato.
Porci all’opporci allo sterco di fine palato
ficchiamo dita negli orli di donna e costato
certi che mescere miele da bocca in caraffa
poco comporta rumore di vasi intestini.
Di tutto il mondo un grugnito in un unico grido
fatta l’Europa e la merda sia fatto l’amore
stiamo già dritti alla porta migrando bottoni
a strappi alati le brache di lino candito.
Stacchiamo spine da litro all’ettolitro Bruton
con calci in culo di vetro di brindisi a imbuto
fuori la strada percorre l’ennesima morte
noi stiamo dietro la sorte di troie a pedaggio.
Preso d’ostaggio il richiamo del cazzo fratello
l’ombra prepara il mattino a cotogne stracotte
botte di pugile e botti di fuoco e di sidro
stendo la sindone al vetro del retro furgone.
Già che m’imbambola il fumo del vano motore
fumo ogni grammo di nebbia del mio protettore
frugando tasche le chiavi non aprono cuori
solo scopate a gettoni da pavido spurgo.
Ora ricordo la croce ed il suo falegname
mastro di sbattere colpi su chiappe piallate
stava di mano una sega al vermiglio lavoro
dando chiodini e martello a due guardie romane.
Così fra porci e vendemmia di bestie da selva
cedo all’unione dei cani e agli scorci dell’alba
scarto il budello annodato di cappio alla punta
e scorro in cerca d'amore nel supermercato.
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E stasera chi di cuore maiale porta i tratteggi in miocardio, venga, rivenga e ritorni a tratti presso il Birrificio Bruton a spassarsela da porco tra i porci... Un pesnisiero in questa notte di liberazione va all'eremita Lele alla sala di controllo in Petrognaino City ed al suo sostituto d'occasione, Esteban Tueba Strimpelli detto El Sindaco. E terminando...."MAIALI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI....E DISUNITEVI...PER POI RIUNIRVI DI NUOVO..." Viva l'ammorre.
Se il vuoto m’attanaglia
Com’erano i sogni randagi 


Dall’alto di due metri, piantato sopra i piedi
Viene il tuo suono breve
e viene il sonno
poi viene il di' domani
e ancora un altro
e il sospirare lieve
il tuo ritorno.
Bianca come la neve
e il mezzogiorno
buona come il digiuno
e la vendemmia
e la compunta luna
appesa al cuore.
Così tu vieni ancora
in punta e inchiostro
dolce di mosto vieni
alla mia bocca
e t'assomiglia
il porgersi di labbra.
Vieni e vorrei d'averti
in questa notte
dove ho il sapore
a scriverti di foglie
mastico le tue dita
intinte ai sogni
e capoversi spunto
alle promesse.
Attendendo s’avanza il contorno
Non c’è dubbio! Questo sarà l’anno del NERO. Inutile negare la crisi profonda del colore. Dai primari, fino all’etichettatura dei pantoni, il multicolor denominato happy, ha subito ogni piu’ perversa forma di mitosi fino all’insabbiamento molesto della coerente certezza. Provate a ritrovare il giallo del vostro intonaco? Provate a guardarvi intorno tra la folla e a riconoscere un maglione dello stesso vostro identico tono…. Niente!!! - “A ognuno il suo colore” – qualcuno ha detto molto tempo fa prima di darci un numero, un telecomando ed una scatola di sardine. Dopo tanta fatica per renderci unici nella massa in quanto parte della massa, siamo giunti al contro-illuminismo fatto di unici individui in una bolla di Vernel. Tutto intorno a noi e tutto a portata di mano, liberi di decidere tra 2000 canali e tra 100.000 colori. E allora è giunta l’era!!! L’era dell’acquario? No!! L’era del NERO. NERO in quanto bistro, NERO com’ombra sulla luce spenta delle cose, NERO di devozione alla notte, di abbracci dati senza vedere volti, di incertezza confessata e purezza, NERO in virtù di melma composta da centomila tempere senza nome. E allora arrivano i profeti come fu per Cristo nel Vangelo. Arriva San Luiso Carlo Hamilton da Stefaneggio in Hertfordshire ad annunciare rombando come un angelo trombettista. Qualcuno crede che il suo Plasma da 42 miliardi di colori sia difettoso, o che l’arsenico disciolto nelle acque minerali stia lentamente facendo effetto. Invece è l’avvento, il segno del cambiamento…. Luiso scrive a gomma frasi che penna non cancella e puntando l’indice alle stelle, sputa in un labiale criptico l’arrivo del secondo profeta. Miliardi di anime ad attenderlo in quiete d’agnello pasquale. - Il Presidente è nero!!!! - urla un postino di Denver. Il Colorado non vuol credere a quelle nere parole e si conforta pensando ad un Presidente incazzato nero e niente di più. Ma Braccobaraccodiroccobarocco Obama è arrivato. Il Giovanni Battista della Black Age punta un dito contro le stelle dicendo “Uichen” con la stessa convinzione con cui il Sindaco Picciolo spara una bestemmia giocando a scopa. E il gioco è fatto… Nero Petrolio è pronto a venire alla luce in una grotta purché nella grotta vi sia almeno un termosifone. Ho noleggiato un bue (per l’asino ho un ex-amico che mi deve un favore) e quattro pastori calabresi licenziati dalla Galbani. Ho contattato alcuni editori per pubblicare un Vangelo in 7 puntate con la prefazione di J.K. Rowling . Ho investito i miei ultimi risparmi per ingaggiare 3 Re Magi di nome dal Billionaire di Briatore. Non mi resta che attendere, spuntando giorni alle stelle come chicchi bianchi di margherita e masticando parole, nutella e poesia….nera poesia ovviamente, che nero attende per annerir d’amore.

Il cielo 
2000 BONE NOVE
Come correva il bufalo dietro al pastoreMi riprendo con olio di gomito sgomitolando come un gatto sotto la sedia della padrona.Segno una linea buona ed una meno, entrambe tese di nero. M'arrampico per steso lungo la via più snodata e d'unto e bisunto, trovo il tegame che fu avvento d'uova e strapazzi. Fischio corretto più d'un treno e tremo sordo alle rotaie, spingendo torti e malanni risorti al pelo negli anni. Non poso teche ne di poesie diagrammi e mi rammendo mutande da solo, spinto dal buon decoro che a malapena leviga e rischiara. Spinto alla tana del sordomuto abbandono, antro che non ha suono, mi stappo becco ed ortaggi e affondo ai giorni un rimedio.
